Michelangelo Pistoletto nasce il 25 giugno 1933 a Biella, figlio unico di Ettore Olivero Pistoletto (1898-1981) e Livia Fila (1896-1971). Il padre, pittore, originario di Gravere, in Val di Susa, si trasferisce negli anni Venti a Torino per perfezionare la propria tecnica. Durante un lungo soggiorno a Biella, dove realizza diverse opere — tra cui un ciclo di graffiti sulla storia dell'arte della lana per il lanificio Ermenegildo Zegna a Trivero — Ettore Olivero conosce e sposa, nel marzo del 1932, Livia Fila. Un anno dopo la nascita di Michelangelo la famiglia si trasferisce a Torino, dove il padre continua a dipingere e apre uno studio di restauro.
Fin da bambino Michelangelo apprende dal padre le basi del disegno e della pittura. La domenica mattina lo accompagna spesso nella sua abituale visita alla Galleria Sabauda di Torino, all'interno del cui percorso espositivo erano presenti opere della collezione di Riccardo Gualino, comprendente icone, pale d’altare dorate, sculture lignee medioevali e nature morte fiamminghe che rimangono particolarmente impresse nella sua memoria ed eserciteranno una significativa influenza sulla sua futura produzione artistica. A quattordici anni Michelangelo inizia a lavorare con il padre. Lo studio della pittura e la pratica del restauro gli forniscono una solida conoscenza della tradizione artistica occidentale, in particolare dell’arte sacra e rinascimentale, del barocco e della pittura paesaggistica.
A diciannove anni la madre lo iscrive alla scuola di pubblicità, appena aperta a Torino, diretta da Armando Testa, uno dei più innovativi e prestigiosi grafici pubblicitari italiani. Dopo circa un anno Pistoletto diventa titolare di un’agenzia pubblicitaria torinese, che conduce fino al 1958. Il contatto con l’ambiente della pubblicità, all’epoca molto attento e ricettivo nei confronti dell’arte contemporanea, lo spinge a frequentare le gallerie d’arte torinesi, che negli anni Cinquanta offrono una presentazione molto aggiornata della produzione artistica contemporanea internazionale.
Nel 1955 inizia a esporre i risultati di quella ricerca sull’autoritratto che caratterizza la sua prima produzione pittorica nel corso della seconda metà degli anni Cinquanta.
In questo stesso anno sposa Marzia Calleri, che tra il 1962 e il 1966 sarà il soggetto di diversi Quadri specchianti. A giugno del 1960 nasce la sua prima figlia, Cristina, che intraprenderà una carriera come soprano e performer e collaborerà in diverse occasioni col padre nei decenni successivi.
Nel 1960 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Galatea di Torino. Nello stesso anno realizza alcuni autoritratti a dimensione reale su fondi monocromi in oro, argento e rame. Nel 1961 crea la serie di opere intitolate Il presente, dipingendo la propria figura su un fondo nero reso riflettente da uno strato di vernice trasparente.
Nel 1962 mette a punto la tecnica con cui inizia a realizzare i suoi Quadri specchianti: un’immagine fotografica viene ingrandita a dimensioni naturali, trasposta a mano su carta velina e dipinta, quindi applicata su una lastra di acciaio inox lucidata a specchio. A partire dal 1970 e definitivamente dal 1973 la velina dipinta sarà sostituita da un processo serigrafico mediante il quale l’immagine fotografica di partenza viene trasferita direttamente sulla lastra d’acciaio riflettente.
I Quadri specchianti vengono esposti per la prima volta nel marzo del 1963 alla Galleria Galatea. Poco dopo la mostra il suo contratto con la Galatea viene rilevato dalla Galleria Sonnabend di Parigi. Grazie alla partnership tra Ileana Sonnabend e il gallerista newyorkese Leo Castelli, Pistoletto viene rappresentato in Europa dalla Sonnabend e negli Stati Uniti da Castelli, due tra i galleristi più prestigiosi e influenti del momento.
Tra il 1963 e il 1965 partecipa a importanti mostre dedicate alla Pop Art e al Nouveau Réalisme che si svolgono in Europa e nel corso degli anni Sessanta tiene mostre personali presso importanti gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti: nel 1964 alla Galleria Sonnabend di Parigi, nel 1966 al Walker Art Center di Minneapolis, nel 1967 al Palais des Beaux Arts di Bruxelles e alla Kornblee Gallery di New York, nel 1969 al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e alla Albright Knox Art Gallery di Buffalo.
Nel 1964 espone alla Galleria Sperone di Torino un gruppo di opere, i Plexiglass, che costituiscono una prima trasposizione nello spazio reale della nuova dimensione aperta dai Quadri specchianti e allo stesso tempo una dichiarazione di concettualità dell'arte.
Tra il dicembre del 1965 e il gennaio del 1966 produce ed espone nel proprio studio-abitazione — un’ex tipografia in cui si è nel frattempo trasferito — un nuovo gruppo di opere che prende il nome di Oggetti in meno. Nati da un processo di lavoro legato alla dimensione temporale della contingenza e ciascuno diverso dall’altro, quasi si trattasse di una mostra collettiva, gli Oggetti in meno mettono radicalmente in discussione il dogma secondo cui l’opera di un artista debba essere stilisticamente riconoscibile come un marchio commerciale standardizzato. Questi lavori sono considerati basilari per la nascita dell'Arte Povera, movimento artistico teorizzato da Germano Celant nel 1967, di cui Pistoletto è animatore e protagonista.
A partire dal marzo del 1967 realizza azioni fuori dai tradizionali spazi espositivi. Nel dicembre dello stesso anno annuncia con un manifesto l’apertura del suo studio. Invitato alla Biennale di Venezia del 1968 pubblica il Manifesto della collaborazione. In questo contesto nasce lo Zoo, un gruppo costituito da persone provenienti da diverse discipline artistiche, assieme alle quali Pistoletto realizza, dal 1968 al 1970, azioni concepite come collaborazioni creative.
Nel novembre del 1967 Pistoletto conosce a Roma Maria Pioppi, che si trasferisce a Torino per vivere con lui e sarà da allora sua compagna di vita e lavoro.
Nel settembre del 1971 nascono le loro figlie gemelle, Armona e Pietra, entrambe coinvolte nell'attività artistica del padre nei decenni successivi.
Tra l’ottobre del 1975 e il settembre del 1976 realizza un’opera dalla dimensione temporale di un anno, suddivisa in dodici mostre consecutive, intitolata Le stanze, negli spazi della Galleria Stein di Torino. È il primo di una serie di complessi lavori sviluppati ciascuno nell’arco di un anno e denominati “continenti di tempo”.
Nel 1976 pubblica Cento mostre nel mese di ottobre, un piccolo libro che descrive cento idee di lavori concepiti nell’arco di un mese, molti dei quali verranno realizzati dall’artista nel corso degli anni successivi.
Nel marzo del 1978 tiene alla Galleria Persano di Torino una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua ricerca e successiva produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. In questo stesso mese inizia un soggiorno di un anno a Berlino, ospite del programma per artisti del DAAD, durante il quale presenta una mostra retrospettiva alla Nationalgalerie e in tredici luoghi pubblici della città.
Nel biennio 1979-1980 presenta in diverse città degli Stati Uniti una serie di mostre personali, installazioni e azioni. In questo contesto realizza ad Atlanta la Creative Collaboration, un’ampia collaborazione creativa estesa a tutta la città, nella quale, assieme ad artisti con cui aveva già lavorato — l’attore Lionello Gennero, il musicista Enrico Rava e il compositore Morton Feldman — e ai componenti della propria famiglia, coinvolge artisti locali di diverse discipline. Nel 1979 la Creative Collaboration prosegue in diversi luoghi, in particolare a Corniglia, in Liguria, con i cui abitanti porterà poi in scena nel 1981, al Teatro Quirino di Roma, lo spettacolo Anno Uno.
Nel 1981 espone presso la Galleria Salvatore Ala di New York La natività, un primo gruppo di quella produzione scultorea in poliuretano rigido che l’artista realizzerà nella prima metà degli anni Ottanta. Nel 1984 ripropone alcuni di questi lavori in marmo e grandi dimensioni alla sua personale al Forte di Belvedere a Firenze.
Dal 1985 al 1989 crea un nuovo ciclo di opere, denominato Arte dello squallore, costituito da superfici e volumi in “materiale anonimo” che, con i loro colori scuri e cupi, sembrano assorbire la luce come buchi neri e si collocano in un campo indefinito tra pittura e scultura.
Dal nero che caratterizzava l’Arte dello squallore si passa nel 1989 all’Anno Bianco, un “continente di tempo” costituito da dieci diverse tappe dell’attività di Pistoletto nel corso dell’anno, concepite come un quadro specchiante o pagine vuote di un giornale pronte a ricevere le immagini dell’anno in corso.
Nel 1991 è Professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Vienna, incarico che manterrà fino al 2000, sviluppando con i suoi allievi un programma innovativo teso ad abbattere le tradizionali barriere tra discipline artistiche.
Nel 1993 inizia la fase denominata Segno Arte, basata su un’idea concepita in Cento mostre nel mese di ottobre (1976). Oltre a produrre una serie di opere accomunate da una forma assunta come suo Segno Arte, l’artista invita altre persone, in diverse occasioni, a creare e presentare un proprio Segno Arte.
Nel 1994 prende avvio Progetto Arte, con il quale Pistoletto – attraverso un manifesto programmatico, incontri pubblici, manifestazioni e mostre che coinvolgono artisti di diverse discipline e rappresentanti di ampi settori della società - pone l’arte al centro di una trasformazione socialmente responsabile.
Nel 1998 viene inaugurata la Fondazione Pistoletto - Cittadellarte, situata in una manifattura dismessa di Biella acquisita dall’artista nel 1991, all’interno della quale le finalità espresse nel Progetto Arte sono tuttora sviluppate e realizzate.
Nel 2000 realizza, presso l’Istituto Oncologico Paoli-Calmettes di Marsiglia, il Luogo di raccoglimento multiconfessionale, concepito e realizzato dall’artista in collaborazione con i rappresentanti locali di diverse religioni.
Nel 2002 è direttore artistico della “Biennale Internazionale Arte Giovane Torino” intitolata Big Social Game. Nello stesso anno riceve dalla Presidenza della Repubblica Italiana il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte.
Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nella stessa rassegna viene presentato Love Difference - Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, un progetto, nato nell'aprile del 2002 all’interno di Cittadellarte, per il quale Pistoletto realizza un grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, attorno al quale si svolgeranno negli anni successivi molte delle attività di Love Difference.
Nel 2004 l'Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze politiche. In tale occasione l'artista annuncia pubblicamente il Terzo Paradiso, il cui simbolo è una riconfigurazione del segno matematico di infinito, concepito dall'artista nel 2003. A partire da questa data, il Terzo Paradiso diventerà sempre più, per Pistoletto e Cittadellarte, un progetto condotto attraverso una fitta rete di relazioni e collaborazioni con innumerevoli partner — individui, associazioni, enti e istituzioni — attivi non solo in ambito artistico, ma nei più diversi settori della società, assumendo la dimensione di una grande opera collettiva e partecipata.
Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”.
Nel 2009 presenta alla Biennale di Venezia la performance-installazione Twentytwo less Two, la più nota di una serie di lavori basati sulla rottura dello specchio, che svilupperà parallelamente alla serie Black and Light, iniziata nel 2007, alla quale seguiranno, a partire dal 2014, i Color and Light.
Nel 2010 è autore del saggio Il Terzo Paradiso, pubblicato in italiano, inglese, francese e tedesco. Nel 2011 è Direttore Artistico di “Evento 2011 – L'art pour une ré-évolution urbaine  a Bordeaux. Nel 2012 si fa promotore del Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, festeggiata ogni anno il 21 dicembre con iniziative realizzate in tutto il mondo e dando vita a un’ampia rete internazionale di Ambasciate del Terzo Paradiso. In questo stesso anno è nominato Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la sua mostra personale “Année un - Le paradis sur terre”. In questo stesso anno riceve a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura.
Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso viene installato nell'atrio della sede del Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles durante il semestre di presidenza italiana.
Nell'ottobre del 2015 nel parco del Palazzo delle Nazioni di Ginevra, sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, realizza un'opera, intitolata Rebirth, costituita da un grande simbolo del Terzo Paradiso formato da 193 pietre, una per ciascun paese membro dell'ONU. Sempre nel 2015 si svolge all’Avana il primo Rebirth Forum, un grande cantiere di arte e politica, che vede il coinvolgimento di organizzazioni, imprese, associazioni e istituzioni. Il Forum pone al centro dei propri lavori i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, sottoscritti nello stesso anno dai paesi membri, che costituiranno un costante riferimento anche per i Rebirth Forum, ribattezzati successivamente Opere Demopratiche, organizzati negli anni successivi in diverse città.
Nel 2015 pubblica con Edgar Morin Impliquons-nous. Dialogue pour le siècle, volume che raccoglie un lungo dialogo tra i due autori. L'edizione italiana è pubblicata nel 2019.
Sempre nel 2015 l’Universidad de las Artes de L'Avana gli conferisce la laurea honoris causa "per il suo contributo all'arte contemporanea e la sua influenza su diverse generazioni di artisti" e l’anno successivo l'Accademia di Belle Arti di Brera gli conferisce il Diploma Accademico Honoris Causa in Comunicazione e Didattica dell'Arte.
Nel 2017 una riconfigurazione del simbolo del Terzo Paradiso è scelta come logo della missione spaziale VITA, durante la quale le foto scattate dall'astronauta Paolo Nespoli sono condivise attraverso l’app SPAC3 per creare un'opera collettiva planetaria. Nello stesso anno viene pubblicato il suo testo Ominiteismo e Demopraxia. Manifesto per una rigenerazione della società.
Tra il 2018 e il 2020 è particolarmente attivo in vari paesi dell'America Latina (Messico, Cile, Perù, Argentina, Cuba), con numerose iniziative, mostre personali e un’ampia mostra come ospite d’onore alla Biennalsur di Buenos Aires. In questi anni riceve inoltre diverse onorificenze: nel 2018 il Roswitha Haftmann Prize a Zurigo, nel 2019 lauree honoris causa dalle Accademie di Belle Arti di Lecce e di Catania e l’Ordine della Minerva dall’Università di Chieti, nel 2020 il premio Clavis Palafoxiana a Puebla in Messico, nel 2021 il Premio Lorenzo il Magnifico alla carriera dalla Biennale di Firenze, nel 2022 il Premio Artis Suavitas e il Premio Cultura+Impresa.
Nel 2021 viene inaugurato a Cittadellarte l’Universario, spazio espositivo in cui l’artista presenta le sue più recenti ricerche relative alla Formula della creazione. Nel dicembre del 2022 è pubblicato il suo libro La Formula della creazione (in edizione italiana e, nel 2023, anche in inglese e francese), in cui ripercorre e riesamina alla luce di questo principio l’intero sviluppo della sua ricerca artistica e della sua riflessione teorica. La presentazione del libro è occasione, nel corso del 2023, di un fitto programma di conferenze e dibattiti in diverse sedi, tra cui anche una serie di lezioni tenute al museo del Louvre di Parigi.
A partire dal 2023 iniziano a essere presentati, nel corso di diverse mostre, una serie di nuovi lavori, per i quali Pistoletto conia il termine “metaopera”, con i quali esplora le possibilità offerte da nuove tecnologie come il QR code e l’Intelligenza Artificiale.
In questo stesso anno assume particolare rilievo nel suo lavoro il tema della Pace preventiva, concetto formulato per la prima volta da Pistoletto nel 2003 in occasione dell’invasione dell’Iraq, giustificata all’epoca come “guerra preventiva”.
Nel corso del 2023 riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Presidio Culturale Italiano, i titoli di Socio emerito SIEDAS e di Accademico d’Onore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il Premio Internazionale Leoncino d’Oro, il Premio Europeo delle Relazioni, il Premio Ecologia Città di Varese, il Premio La Ginestra e il Premio Le Pagine della Terra. Nel 2024 riceve altri riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa conferitagli dall’Accademia di Belle Arti di Foggia, il Premio Centrocot di Busto Arsizio, il Premio De Sanctis Europa per l’arte e il Gran Premio alla Carriera della Osten Biennal di Skopje.
Nel corso del 2024 prende avvio una serie di dialoghi tra Pistoletto e alcuni rappresentanti di diverse confessioni religiose, che nel 2025 sfociano nella creazione di una Tavola interreligiosa per la Pace preventiva fondata sull’arte, nella mostra “U.R.-R.A. – Unity of Religions – Responsibility of Art” alla Reggia di Monza e nel 2026 nella mostra “Franciscus. Fratello in Arte” ad Assisi. Nel corso del 2025 vengono inoltre pubblicati due libri sul tema del rapporto tra arte e spiritualità: Spiritualità, un lungo dialogo tra Pistoletto e Padre Antonio Spadaro e Dio x Caso. Un affaccio sull’ignoto, scritto da Pistoletto con Ruggero Poi, in edizione italiana e inglese.
A riconoscimento del suo costante lavoro e impegno per il dialogo e la pace, nel 2025 viene candidato ufficialmente al Nobel per la Pace. In questo stesso anno riceve il Premio Citizenship Award, il Premio De Sanctis per la Sostenibilità ed è insignito del titolo di Doctor Honoris Causa dalla Scuola di Belle Arti di Atene.
Nel giugno del 2025, presso il Palazzo del Buongoverno, nuovo spazio di Cittadellarte inaugurato in questa occasione, viene presentata la Costituzione dello Statodellarte, una nuova forma civico-politica fondata sulla Formula della creazione come principio ispirativo, sulla Demopraxia come metodo e sulla Pace preventiva come fine. Nel 2026 lo Statodellarte viene presentato a Bologna nella mostra “Dalla Cittadellarte allo Statodellarte” e a Cittadellarte si tiene la prima seduta della Camera dello Statodellarte, suo organo deliberativo.
Nella prima metà del 2026 riceve il premio Umanizzazione e cura della LILT di Biella, l’Albertina International Award conferitogli dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e il premio Mani della pace al Mandela Forum di Firenze.

Ha partecipato a tredici edizioni della Biennale di Venezia (1966, 1968, 1976, 1978, 1984, 1986, 1993, 1995, 2003, 2005, 2009, 2011, 2017) e a quattro della Documenta di Kassel (1968, 1982, 1992, 1997).


Principali mostre personali in musei e istituzioni espositive (per un elenco completo delle mostre personali vedi la pagina del sito dedicata):
1966: Walker Art Center, Minneapolis; 1967: Palais des Beaux Arts, Brussels; 1969: Boymans van Beuningen Museum, Rotterdam; 1973: Kestner Gesellschaft, Hannover; 1974: Matildenhohe, Darmstadt; 1976: Palazzo Grassi, Venezia; 1977: Museo Diego Aragona Pignatelli, Napoli; 1978: Nordjyllands Kunstmuseum, Aalborg; Nationalgalerie, Berlin; 1979: Rice Demenil Museum, Houston; High Museum of Art, Atlanta; Georgia Museum of Art, Athens; L.A.I.C.A., Los Angeles; 1980: University Art Museum, Berkeley; Museum of Modern Art, San Francisco; 1981: Westfälisches Landesmuseum-Alternbergen, Münster; 1983: Palacio de Cristal, Madrid; 1984: Forte di Belvedere, Firenze; 1986: Art Gallery of Ontario, Toronto; Stedelijk van Abbemuseum, Eindhoven; Musée Cantini, Marseille; 1988: Grazer Kunstverein, Graz; P.S.1 Museum, New York; Staatliche Kunsthalle, Baden Baden; 1989: Museo di Capodimonte, Napoli; Kunsthalle, Bern; Secession, Wien; 1990: Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; 1991: Museet for Samditkunst, Oslo; Camden Arts Center, London; 1992: Deichtorhallen, Hamburg; 1993: Fundação de Serralves, Porto; Witte de With Art Centrum, rotterdam; Creux de l’Enfer C.N.A.C, Thiers; Centre d’Art Contemporain de Vassiviere, Vassiviere; Musée Departmental de Rochechouart, Rochechouart, Porto, Fundação de Serralves; Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art, Warsaw; 1994: Neue Galerie am Landsmuseum Joanneum, Graz; National Museum of Contemporary Art, Seoul; 1995: Museum des 20. Jahrhunderts, Wien; Palazzo Fabroni, Pistoia; 1996: Lenbachhaus, Munich; Mala Galerija Museum of Modern Art, Ljubljana; Museo Pecci, Prato; 1999: MMAO, Oxford; Henry Moore Foundation, Halifax; Galerie Taxispalais, Innsbruck; 2000: Palazzina della Società della Promotrice delle Belle Arti, Torino e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli;  MACBA, Barcelona; Neue Kunstmuseum, Luzern; 2001: Umjetnicka galerija, Sarajevo; Ludwig Museum Budapest; Musée d'Art Contemporain, Lyon; Contemporary Museum of Bosnia, Sarajevo; Ludwig Museum, Budapest; Palazzo Vitelli, Pinacoteca Comunale, Palazzo Comunale, Città di Castello; 2003: MuHKA, Antwerpen; 2005: Galleria Civica d'Arte Moderna, Modena; 2007: MAMAC, Nice; Musée d'Art Moderne, Saint - Étienne; NCCA, Mosca; CAMeC, La Spezia; MADRE, Napoli; 2010: MARCA, Catanzaro; Palazzo Strozzi, Firenze; Philadelphia Museum of Art, Philadelphia; 2011: MAXXI, Roma; 2011: Serpentin Gallery, London; 2012: Universalmuseum Joanneum, Graz; Terme di Caracalla, Roma; BOZAR, Bruxelles; 2013: Musée du Louvre, Paris; 2015: Castello di Gallipoli; 2016: Blenheim Palace, Woodstock; Nordjyllands Kunstmuseum, Aalborg; GAMeC, Bergamo; Museo National de Bellas Artes, La Habana; 2017: Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia; 2018: Palazzo Ducale, Mantova; MAC - Museo de Arte Contemporaneo, Santiago de Chile; Museo de Arte Italiano, Lima; MACRO, Roma; 2019: Palazzo Gromo Losa, Biella;  2021: Palazzo Boncompagni, Bologna; Museo Comunale d’Arte Moderna, Ascona; Shanghai Minsheng Art Museum, Shanghai; Centro de Arte Contemporáneo de Málaga, Málaga; 2022: Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, Pistoia; Cukrarna Gallery, Ljubljana; Louvre Abu Dhabi, Abu Dhabi; 2023: Palazzo Reale, Milano; Chiostro del Bramante, Roma; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli; 2024: Beograd, Museum of Contemporary Art; Caserta, Reggia di Caserta.


Sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti dei maggiori musei d’arte moderna e contemporanea e in collezioni private aperte al pubblico, tra cui:

Aalborg, KUNSTEN - Museum of Modern Art
Ajaccio, FRAC Corse
Ancona, Museo Tattile Statale Omero
Antwerpen, MuHKA - Museum van Hedendaagse Kunst
Atene, The George Economou Collection
Barcelona, Macba - Museu d’art contemporani de Barcelona
Beirut, Aishti Foundation Museum
Berlin, Neue Nationalgalerie
Biella, Museo del territorio biellese
Bolzano, Museion - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea
Brescia, Museo di Santa Giulia
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique
Bruxelles, Vanhaerents Art Collection
Budapest, Museum of Fine Arts
Buffalo, AGK Art Museum
Cáceres, Museo de arte contemporáneo Helga de Alvear
Cambridge, Harvard Art Museums
Camogli, Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti
Caracas, MAC - Museo de Arte Contemporáneo
Caserta, La Collezione Lucio Amelio alla Reggia di Caserta
Cassino, CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea
Catanzaro, MARCA - Museo delle Arti
Châteaugiron, FRAC Bretagne
Chicago, Chicago Art Institute
Chicago, Museum of Contemporary Art
Cold Spring, Magazzino Italian Art
Dallas, Dallas Museum of Art
Dallas, The Rachofsky House
Des Moines, Des Moines Art Center
Detroit, Detroit Institut of Art
Dortmund, Museum Ostwall
Dunkerque, FRAC Nord-Pas de Calais
Durham, NASHER Museum of Art at Duke University
Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen
Eindhoven, Stedelijk van Abbemuseum
Erlangen, Kunstpalais - Städtische Sammlung Erlangen
Firenze, Collezione Roberto Casamonti
Firenze, Galleria degli Uffizi
Fort Worth, Modern Art Museum of Fort Worth
Frankfurt am Main, MMK – Museum für Moderne Kunst
Genève, FMAC - Fonds d'art contemporain de la Ville de Genève
Gent, Herbert Foundation
Gent, S.M.A.K. – Stedelijk Museum voor Actuele Kunst
Graz, Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum
Hanover, Hood Museum of Art
Hartford, Wadsworth Atheneum Museum of Art
Houston, The Menil Collection
Ithaca, Herbert F. Johnson Museum
Jesi, Pinacoteca di Jesi
Köln, Museum Ludwig
La Habana, Museo Nacional de Bellas Artes
L'Aquila, MUSPAC - Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea
La Spezia, Camec - Centro Arte Moderna e Contemporanea
Lisboa, Museu Colecção Berardo – Arte Moderna e Contemporânea
Locarno, Ghisla Art Collection
London, British Museum
London, Tate Modern
London, Victoria and Albert Museum
Los Angeles, Frederick R. Weisman Art Foundation
Los Angeles, LACMA - Los Angeles County Museum of Art
Lugano, MASI  - Fondazione Museo d'arte della Svizzera italiana
Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
Malo, Museo Casabianca
Marseille, MAC - Musées d´Art Contemporain
Mexico City, Colección Isabel y Agustín Coppel
Miami, CIFO - Cisneros Fontanals Art Foundation
Miami, The Margulies Collection at the Warehouse
Miami, PAMM - Pérez Art Museum Miami
Milano, Fondazione Prada
Milano, Museo del Novecento
Milano, Pinacoteca di Brera
Milwaukee, Milwaukee Art Museum
Minneapolis, Minneapolis Institute of Art
Minneapolis, Walker Art Center
Mönchengladbach, Städtisches Museum Abteiberg
München, Sammlung Goetz
München, Städtische Galerie im Lenbachhaus
Naoshima, Benesse House Museum
Napoli, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina Madre
Napoli, Museo di Capodimonte
New Orleans, New Orleans Museum of Art
New York, Brooklyn Museum
New York, The Metropolitan Museum of Art
New York, MoMA - The Museum of Modern Art
New York, Solomon R. Guggenheim Museum
Nice, MAMAC - Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain
Northampton, Smith College Museum of Art
Nürnberg, Neues Museum
Oslo, The National Museum of Art, Architecture and Design
Otterlo, Kröller-Müller Museum
Paris, Bourse de Commerce — Pinault Collection
Paris, Centre Georges Pompidou-Musee National d'Art Modern
Philadelphia, Philadelphia Museum of Art
Pieve di Cadore, Museo dell'occhiale
Pistoia, Fattoria Celle - Collezione Gori
Porto, Fundação de Serralves - Museu de Arte Contemporânea
Potomac, Glenstone
Prag, National Gallery - Veletrní Palace
Prato, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
Prato, Museo di Palazzo Pretorio
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
Rimini, Palazzo dell’Arengo, Collezione Fondazione San Patrignano
Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Rochechouart, Musée déepartemental d’art contemporain
Roma, GNAM - Galleria Nazionale d'arte moderna
Roma, MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
Roma, Terme di Caracalla
Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen
Rovereto, Museo per l’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto (MART)
Saint-Étienne, Musee d'art modene de Saint-Étienne Metropole
San Francisco, MOMASF-Museum of Modern Art
Sarajevo, Ars Aevi - Museum of Contemporary Art
Savona, MUSA - Museo della Ceramica
Seul, National Museum of Contemporary Art
Sidney, Chau Chak Wing Museum
Sindelfingen, Shauwerk Sindelfingen
Singapore, Parkview Museum
Stockholm, Moderna Museet
Tarquinia, Casa Museo di Tarquinia - Collezione Peruzzi
Teheran, Museum of Contemporary Art
Thiers, Le Creux de l’enfer - Centre d’art contemporain
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Toronto, Art Gallery of Ontario
Toulouse, Les abbattoirs - Musée d'art moderne et contemporaine
Toyama, The Museum of Modern Art
Toyota, Toyota Municipal Museum of Art
Vaduz, Kunstmuseum Liechtenstein
Vassiviere, Centre International d'Art & di Paysage - Bois de sculptures
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Villeurbane, FRAC-Rhône-Alpes
Warsaw, CSW - Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle
Washington, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Smithsonian Institution
Washington, National Gallery of Art
Wassenaar, Museum Voorlinden
West Hartford, Art Museum University of Saint Joseph
Wien, MUMOK - Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig
Wien, Sammlung Essl im Schömer-Haus Museum Kunst der Gegenwart

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 MICHELANGELO PISTOLETTO
Biografia